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Workshop online - Scenari economici con Prof. Fabio Sdogati

Il periodo di circa quarant’anni che va dalla metà degli anni settanta del secolo scorso al 2015 è stato identificato con il termine ‘globalizzazione’ e, da alcuni, caratterizzato come ‘iper- globalizzazione.’


Ma ‘globalizzazione’ è un termine che non può caratterizzare un periodo di alcuni decenni, poiché la globalizzazione è un fenomeno presente in tutte le epoche storiche. Noi suggeriamo di identificare questa fase piuttosto come la fase in cui la globalizzazione è stata guidata dalla crescente libertà di cui le imprese sono state messe in grado di godere dai governi nazionali, i quali hanno adottato un approccio definito ‘neoliberista’: in breve, concedendo una libertà mai conosciuta prima dalle imprese di vendere, approvvigionarsi, investire ovunque al mondo.


Questo approccio è stato codificato in quello che è stato chiamato ‘Il consenso di Washington’ tra Tesoro Usa, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale.

Si è trattato dunque di un periodo caratterizzato dal trionfo del paradigma del libero mercato (globale), da cui la sua caratterizzazione come ‘neoliberista’.


Una delle caratteristiche particolari di questa fase è il comportamento cooperativo di Usa e Cina: ad esempio, in questo periodo più che mai venivano aboliti o fortemente ridotti i dazi all’importazione, così che sui mercati nazionali comparivano merci di produzione estera a prezzi più contenuti di quelli praticati dai produttori nazionali; oppure, e ancor più, le imprese diversificavano la catena dei propri fornitori da quasi esclusivamente nazionali a fornitori esteri, dando vita all’espansione delle catene globali di produzione e di approvvigionamento.

Questo modello è entrato in crisi a partire dal 2016, quando gli Usa in hanno adottato l’orientamento noto come Make America Great Again (MAGA) ripristinando dazi e restrizioni quantitative alle importazioni, in particolare dalla Cina.


Questo orientamento ha guidato tutta la fase dell’Amministrazione Trump ed è poi stato adottato anche dall’Amministrazione Biden.


In un discorso del 27 aprile 2023 davanti ad una platea di economisti, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan ha definito l’approccio neoliberista errato dal punto di vista degli interessi Usa, argomentando che da un lato tale approccio ha fallito nel salvaguardare il benessere dei lavoratori Usa di settori esposti alla concorrenza estera; e dall’altro non ha prodotto quella

espansione a livello globale del modello di democrazia Usa che pure ci si era attesi sarebbe avvenuto. E tutto questo senza salvaguardare la sicurezza nazionale Usa.


Oggi ci troviamo dunque in una fase di transizione da un modello neoliberista di ‘regolazione’ dei rapporti economici mondiali, ad un modello centrato sul concetto di sicurezza nazionale. Nel nuovo modello la politica commerciale (esportazioni e importazioni) e la politica industriale (investimenti pubblici, sussidi alle imprese) sono gli strumenti che i governi usano per indirizzare l’economia nazionale e quella mondiale nella direzione desiderata, cioè la specializzazione produttiva del proprio paese e dei paesi ‘friendly’ secondo la definizione introdotta dalla Ministro del tesoro Janet Yellen e ripresa da Jake Sullivan.


Il quesito è: quali sono le implicazioni per le imprese?


Fabio Sdogati


N.B. Per approfondire questo argomento si rimanda all'articolo apparso su scenarieconomici.com ad aprile 2023, a cura di Fabio Sdogati e Daniele Langiu:



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HIKE UP INSIGHT


Hike Up Insight è una serie di eventi tematici dedicati alle aziende iscritte ad Hike Up CEO Roundtable.


Durante la sessione di gennaio parleremo di Scenari Economici e in particolare cercheremo di comprendere come lo scenario geopolitico attuale stia influenzando gli scenari macroeconomici mondiali.


Da questa considerazione cercheremo di capire le conseguenze per l'impresa e in particolare per le PMI italiane.


Lo faremo con un ospite d'eccezione, Fabio Sdogati, Professore ed economista di fama nazionale e internazionale. La sua attività di ricerca verte sui temi del commercio internazionale, dell’integrazione economica internazionale, e della frammentazione internazionale della produzione. Su questi temi ha pubblicato saggi su riviste nazionali e internazionali, ha curato la pubblicazione di un volume, ed ha prodotto un volume monografico.



PRESENTAZIONE SPEAKER


PROF. FABIO SDOGATI


Formazione universitaria e scientifica: Laurea in Scienze Politiche (1974) presso l’Università di Roma la Sapienza; Masters of Science (Economics) (1983) e Ph. D. (Economics) presso la University of Wisconsin-Madison (1986).


Carriera accademica: dal 1995 è Professore Associato di Economia Politica presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. Tra il 1992 e il 1995 è stato Professore Associato di Economia Monetaria presso la Facoltà di Economia dell’Università di Parma; tra il 1990 e il 1992 è stato Ricercatore presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale. Tra il 1985 e il 1990 è stato Assistant Professor nella School of Business Administration, Marquette University, Milwaukee, Wisconsin.


Attività didattica: insegna Economia Politica (Economia Internazionale) nel Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale. Insegna inoltre Istituzioni di Economia presso la II Facoltà di Ingegneria, e nel Corso di Laurea in Edilizia della Facoltà di Architettura, Campus Leonardo, sede di Mantova. Dal 1991 è docente al Corso Master per la gestione d’impresa del MIP-Politecnico di Milano, e dal 1997 al corso Master per il Potenziamento Imprenditoriale offerto prima dal MIP (1997-2000) e poi da Poliedra-Politecnico di Milano (2001).


Attività di ricerca: la sua attività di ricerca verte sui temi del commercio internazionale, dell’integrazione economica internazionale, e della frammentazione internazionale della produzione. Su questi temi ha pubblicato saggi su riviste nazionali e internazionali, ha curato la pubblicazione di un volume, ed ha prodotto un volume monografico.


Affiliazioni: membro del Gruppo di Studio del CNR su Sviluppo Economico e Economia Internazionale; membro dello European Trade Study Group; membro del Comitato Editoriale di Europa Europe.




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